lunedì 24 settembre 2012

APPLE COPIA IL DESIGN DELL'OROLOGIO SVIZZERO

Apple copia il design dell'orologio svizzero

Con iOS 6 Apple ha spudoratamente copiato il design dell'iconico orologio delle Ferrovie Svizzere. Non è possibile negarlo, i due design sono identici.

Apple ha passato le ultime decadi dentro e fuori aule di tribunale cercando di proteggere la sua proprietà intellettuale e i suoi design originali. La battaglia cominciò negli anni 80, quando Microsoft copiò il design dell'interfaccia desktop del Mac, ed è continuata fino a oggi con la vittoria da $1,05 miliardi su Samsung. Non c'era nulla che Steve Jobs difendesse di più e con più passione del design originale e innovativo di Apple.

Ma adesso sembra che sia Apple ad aver copiato, ed è stata colta in flagrante.

Certo, si tratta di un dettaglio relativamente piccolo. Nel nuovo iOS 6, l'iPad ha finalmente un'app dell'orologio e il design di questo è stato copiato dell'orologio della Schweizerische Bundesbahnen, le Ferrovie di Stato Svizzere. Hans Hilfiker lo disegnò nel 1944, durante la Seconda Guerra Mondiale, e le Ferrovie ne detengono ancora i diritti, dandolo in licenza a, tra gli altri, Mondaine, per la vendita in luoghi come il MoMa di New York.

Le Ferrovie Svizzere stanno adesso cercando una soluzione economica con Apple, ma sono pronti alle vie legali se questa non dovesse essere soddisfacente.


(fonte pc-facile.com)

GOOGLE SMETTE DI SUPPORTARE INTERNET EXPLORER 8 COLPENDO WINDOWS XP

(fonte pc-facile.com)

Come specificato sul blog aziendale, a partire dal 15 Novembre 2012 Google smetterà di supportare Internet Explorer 8. Gli utenti che utilizzano Windows XP saranno i più colpiti da questa decisione, in quanto la versione 8 del browser prodotto da Microsoft é l'ultima compatibile il sistema operativo. 

La decisione segue la normale prassi di Google: quando una nuova versione di un browser viene immessa sul mercato, Google comincia da subito a supportarla e smette di lavorare agli aggiornamenti per le vecchie versioni, di solito dalla terzultima in poi.

Nel 2010 Microsoft ha prodotto Internet Explorer 9, creato per Vista e Windows 7, mentre il 10 verrà diffuso il 26 Ottobre insieme al nuovo Windows 8. Entrambe le versioni non sono compatibili con XP. Gli utenti che vogliono rimanere fedeli al loro vecchio sistema operativo e contemporaneamente vogliono utilizzare i prodotti Google saranno quindi costretti a passare ad un altro browser, come ad esempio Chrome o Firefox.

Secondo i dati diffusi da Net Applications, Windows XP continua a mantenere una fetta di mercato del 42,5%, contro il 42,8% di Windows 7. Non sorprende quindi che l'annuncio di Google abbia creato un certo trambusto all'interno di Microsoft, che invece continuerà a supportare Internet Explorer con aggiornamenti e patch di sicurezza almeno fino 2020.

mercoledì 19 settembre 2012


HTC One X: nuovi dettagli sull’aggiornamento ad Android Jelly Bean

Di  
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Avete un HTC One X e siete ansiosi di vedere l’aggiornamento Android Jelly Bean? Se si, ci sono buone notizie riguardo i piani di upgrade per il portabandiera della casa taiwanese.
Secondo alcune fonti sembra infatti che HTC inizierà ad aggiornare i dispositivi One X no-brand già nel mese di Ottobre 2012 (avete capito bene, dal prossimo mese) per cercare di rilasciarlo poi anche per quelli brandizzati e completare la sessione di upgrade entro la fine dell’anno.
Riguardo l’HTC One S  invece non ci sono “conferme non ufficiali” e probabilmente bisognerà aspettare almeno il mese di Novembre 2012.

(da tuttoandroid.net)

(da repubblica online)


Google acquista Snapseed 

e G+ tocca i 400 milioni di utenti

Big G risponde a Facebook con una app di fotoritocco e condivisione. La somma dietro l'acquisizione non è stata comunicata. E intanto si delineano i prossimi fronti: video e animazione


MOUNTAIN VIEW risponde a Facebook, che ha recentemente acquisito Instagram, la popolarissima app di condivisione di immagini per iPhone e Android. E risponde comprando Nik Software, l'azienda dietro Snapseed, un software analogo e molto apprezzato, che permette di ritoccare e pubblicare foto. Un classico botta e risposta, per potenziare la sezione di immagini di Google+, che pure già dispone di opzioni di fotoritocco. La somma dietro l'accordo non è stata comunicata.

IMMAGINI: SNAPSEED, L'ANTI-INSTAGRAM 1

In questo modo, Mountain View aggiunge un'arma potente al suo già ben fornito arsenale di strumenti fotografici online, fortemente integrato con le versioni mobili di Google+. L'alto livello di apprezzamento per Snapseed tra gli utenti iOS, Mac e PC che già lo utilizzano ha probabilmente influito sulla mossa di Google, e Nik è una realtà presente sul mercato delle applicazioni fotografiche da oltre quindici anni. Quella che sembra delinearsi per Big G è una strategia di marcatura a uomo contro Mark Zuckerberg, integrando in Google+ servizi che altrimenti dirotterebbero gli utenti verso Facebook. E in un momento in cui Zuckerberg dichiara a denti stretti che Facebook sta lavorando a un motore di ricerca, negli uffici di Google l'attenzione si impenna, anche perché Google+ sta realizzando numeri interessanti: 400 milioni di utenti, di cui 100 attivi ogni mese.

Oltre le acquisizioni, il mercato delle applicazioni di "imaging" sociale è in pieno fermento. I servizi si moltiplicano, mentre il nuovo fronte che si delinea è il video, complice anche la diffusione della banda larga mobile LTE. E così arrivano app di animazione come Cinemagram e di social video come Viddy, in crescita di diffusione. Pronte ad essere acquistate dai grandi player quando la partita si sposterà verso le immagini in movimento. 
(17 settembre 2012)

Il futuro dei video giochi


(da Repubblica online)


Maxi robot, visori e smartphone
I videogame a realtà aumentata

Si apre giovedì il Tokyo Game Show. Specchio di un settore in grande trasformazione, con i giochi per console in calo di vendita e l'aumento dell'interesse per le piattaforme dei dispositivi mobili. E tante sorprese dai game designerdi JAIME D'ALESSANDRO

TOKYO - Robot alti 18 metri, visori per la realtà aumentata e una marea inarrestabile di videogame per smartphone. Il Tokyo Game Show, la fiera giapponese dei giochi elettronici, apre i battenti giovedì fra i simboli di una grandezza trascorsa, nuovi dispositivi futuribilie la conferma di quella che è diventata oggi l'industria dell'intrattenimento da queste parti. Mentre i giochi per console a Tokyo e dintorni vendono sempre meno, l'ennesimo calo nel 2011 è stato dell'8 per cento stando alla rivista Famitsu, tutti puntano sui facili guadagni provenienti dal mobile. Con qualche eccezione, cominciando dalla Sony che stando alle voci che circolano sul Web, dovrebbe lanciare una versione riveduta e corretta della sua ultima PlayStation da casa.

"E' cambiato molto, se non addirittura tutto, negli ultimi dieci anni nel campo dell'intrattenimento giapponese", racconta un signore anziano, sorridente e ironico, che ha un cognome per noi un po' buffo. Yoshiyuki Tomino, lo incontriamo nella sede della casa di produzione Sunrise, è il "padre" di quel Gundam nato nel 1979 che oggi svetta in grandezza naturale sull'isola artificiale di Odaiba, nella baia di Tokyo. Una delle figure più note della scuola di animazione giapponese che i giochi elettronici li ha frequentati spesso e volentieri. "Abbiamo cominciato ad affidare all'esterno la realizzazione di serie televisive animate e videogame per ridurre i costi", continua Tomino. "Ma il risultato sarà che nel giro di poco tempo non avremo più il know-how necessario per crearli e al nostro posto lo faranno nuove realtà in altri Paesi". 



Nel caso dei videogame il fenomeno è conclamato. Serie storiche come DevilMayCry, Silent Hill e dal prossimo anno perfino Pro Evolution Soccer, sono nelle mani di team di sviluppo occidentali. Senza dimenticare la miriade di titoli minori affidati a case di sviluppo del sud est asiatico. Con solo la Nintendo, che ha da poco annunciato prezzo e data di uscita della sua Wii U 1, a continuare lo sviluppo di tutti i suoi cavalli di battaglia a Kyoto. Gli altri invece per lo più guardano alla rivoluzione dei social network, cellulari e tablet.  O guardano a quello che potrebbe diventare la prossima tipologia di apparecchi hi-tech di successo. Come la Sony, che ha rilasciato un filmato sul suo nuovo visore chiamato PrototypeSr. Evoluzione dell'Hmz, presentato al Consumer Electronics Show di Las Vegas del 2011, ha in più una telecamera frontale. E' uno schermo indossabile ad alta definizione, sviluppato in collaborazione con ilRiken Brain Science Institute di Saitama. E verrà mostrato proprio al Tokyo Game Show 2012.

Dopo i Google Glass, che MoutainView ha recentemente portato alle sfilate di New York, facendoli indossare a vip e modelle, anche la Sony sembra quindi voler entrare nel mondo degli occhiali per arricchire quel che ci circonda con elementi e personaggi digitali ben oltre lo schermo televisivo. Così come pare voglia fare sia la Microsoft con un progetto relativamente simile per la sua prossima console 2, sia la Valve, diventata l'attore principale nella distribuzione di videogame per pc. Maggiori dettagli verranno dati durante la conferenza stampa della Sony prevista per domani, dove verranno annunciate anche altre novità riguardanti la PlayStation 3.

In attesa di vedere Gundam circolare per il nostro salotto grazie ai PrototypeSr, cominciano a circolare le liste dei giochi che i vari editori giapponesi metteranno in scenanei quattro giorni della fiera. Poche le novità rispetto a quanto visto a giugno all'E3 di Los Angeles e ad agosto alGamescom di Colonia. Si attende un filmato di Metal Gear Solid: Ground Zoroes della Konami, i livelli giocabili del delizioso Puppeteers dei Japan Studios di Sony, l'immancabile gioco di zombie che non manca mai. L'attenzione infatti si è spostata, come dicevamo, dalle console al mondo mobile, confermando una tendenza in atto da tempo 3.

La piattaforma Gree, fondata dal trentatreenne YoshikazuTanaka che Forbes proprio nel 2010 incoronò come il più giovane miliardario asiatico, è diventata la vera console giapponese di successo. La Konami ad esempio, la stessa di Metal Gear Solid e Pro Evolution Soccer, a fianco a quattro giochitradizionali ne presenta ben dodici che verranno lanciati su Gree. Così come la SquareEnix, quella di Final Fantasy, che su tredici titoli ne ha sei per la piattaforma di Tanakae per l'AppStore di Apple.

"Da noi ormai la scena che conta è quella indipendente", sottolinea Hiroshi Inukai, produttore divideogame e autore assieme a Kazutoshi Iida di Songs of Anagura, una splendida istallazione a metà fra gioco elettronico e realtà aumentata visitabile al Miraikan, il National Museum of Emerging Science and InnovationdiOdaiba, che sorge a duecento metri di distanza dal Gundam alto 18 metri. "La nuova generazione di game designer giapponesi con le console ha poco a che fare. Stanno tutti lavorando su progetti periOs, Android e Gree". O per i canali online per PlayStation 3 e Xbox 360, dove nascono di continuo progetti innovativi e a basso costo. Ed è proprio da qui che potrebbero arrivare le novità più interessanti. Anche se non è detto vengano mostrate in questo Tokyo Game Show 2012.
(18 settembre 2012)


lunedì 3 settembre 2012

SoS Computer Assistenza

Da oggi anche con il nuovo sito:

www.sos-assistenzacomputer.ch

per essere più presente, vicino al cliente.

A breve sarà collegato direttamente con questo blog, quindi chi andrà sul sito potrà anche entrare direttamente qua.
Collegamento alla pagina che userò come News per il sito.
Arrivederci

Sergio Spiller


lunedì 20 agosto 2012

L'importanza dell'eredità digitale


Password, email e social network: così si prepara l’eredità digitale

di Erika Tomasicchio
Progetti di lavoro dimenticati sul desktop, password e importanti documenti. Che fine fanno i nostri dati contenuti nel pc dopo la morte? Il diritto italiano tace sull’argomento. I suggerimenti del Consiglio nazionale del Notariato per metterli in salvo in tempo

Che succede ai nostri profili Facebook dopo la morte? A chi vanno le password e il denaro depositati sui nostri conti online? Avere una vita in rete significa anche preoccuparsi del futuro. In Italia ad oggi non esiste ancora una legge sull’eredità digitale. Però la questione già si pone, ed è di una certa importanza se si considerano tutti i documenti di lavoro che possono rimanere sepolti nell’hard disk di un pc. O le credenziali per accedere a investimenti gestiti dal web. Ecco alcuni accorgimenti suggeriti dai notai per conservare al sicuro dati e beni. A chi lasciare le password? Negli Usa già da tempo è in voga la tendenza a inserire nel testamento, insieme alle proprie volontà, indicazioni su pin e credenziali d’accesso alle proprie pagine internet. In Italia d’identità digitale e delle sue sorti si parla solo dal 2007, quando è stato pubblicato il primo studio sull’argomento. Secondo il suo autore, Ugo Bechini, componente della commissione informatica del Consiglio nazionale del Notariato, chi voglia mettere al sicuro le proprie password ha due possibilità. Comunicarle a una persona di fiducia è la prima: in questo caso l’erede dovrebbe rinnovarle di tanto in tanto per ragioni di sicurezza. Mai e poi mai invece vanno inserite nel testamento - come accade oltreoceano - mette in guardia il notaio. In base alla legge italiana, infatti, il più veloce tra i congiunti a chiederne la pubblicazione potrà ottenerle senza difficoltà. Non è vietato svelare le proprie credenziali a terzi, ma chi lo fa se ne assume le conseguenze. Un buon modo per consegnarle a chi vogliamo è redigere le proprie volontà digitali per iscritto. Tecnicamente l’atto si chiama ‘mandato post mortem’. La forma è libera, non serve il notaio. Il documento è valido purché l’utente non se ne serva anche per attribuire i propri averi. Nel mandato si può decidere anche di affidare ad una persona le password e a un’altra il diritto di servirsene per svolgere operazioni di vario tipo. A patto che le funzioni dei due eredi siano descritte nel dettaglio. Non disporre nulla, ma autorizzare qualcuno a farsi consegnare le credenziali dal gestore del servizio, è la seconda possibilità. Questa facoltà si può conferire anche tramite testamento a un esecutore. Attenzione però: molti servizi online usati in Italia si basano su server esteri, come ad esempio Yahoo, Gmail o Hotmail. In questi casi non vale il diritto italiano. Il giudice competente spesso è quello statunitense: ma nella maggior parte dei casi è molto complesso fare ricorso agli ordinamenti stranieri. Meglio preferire soluzioni che evitino le cause all’estero che potrebbero rivelarsi lunghe, complesse e infruttuose. Se il defunto non ha disposto nulla, in base alla normativa italiana gli eredi hanno diritto ad accedere ai messaggi di posta elettronica, anche quelli online. Telecom Italia, ad esempio, segue già questa prassi. Per regolarsi, in ogni caso, può essere utile anche attenersi a queste dieci semplici regole, suggerite dal Consiglio nazionale del Notariato: 
  • 1. Non contare sul fatto che la legge provvederà per l’avvenire dei nostri dati digitali: meglio decidere personalmente;
  • 2. Se non tutti i servizi telematici di cui ci si serve (social network, posta elettronica, dischi remoti) si basano su server italiani, è meglio provvedere per tempo. Il recupero dei dati potrebbe costringere i propri cari a costosi processi internazionali;
  • 3. Alcuni servizi online prevedono che in caso di morte tutti i dati vengano distrutti. Non è detto però che ciò accada: alcuni giudici americani hanno ordinato la consegna delle informazioni agli eredi. Se si vogliono distruggere, pertanto, è bene farlo da soli;
  • 4. Redigere il ‘mandato post mortem’, affidando a una persona di fiducia le proprie credenziali d’accesso con istruzioni chiare su cosa fare in caso di decesso: o distruggere i dati in tutto o in parte, o consegnarli a un terzo appositamente indicato. In caso di modifica delle password, ricordarsi di aggiornare le istruzioni;
  • 5. Se nessuno dispone delle password, ci si può rivolgere a servizi specializzati (in genere costosissimi) che possono tentare di violare le protezioni e accedere ai dati;
  • 6. Alcuni siti web promettono, in caso di morte, di recapitare le credenziali alle persone indicate (ad esempio Deathswitch o MyLastEmail). Negli Stati Uniti è capitato che alcuni, come Mywebwill.com, fossero chiusi improvvisamente: se si sceglie di usarli è bene prestare attenzione alla loro affidabilità a lungo termine;
  • 7. Condividere la password con il proprio partner non è quasi mai una buona idea: si rischia di trasformare le credenziali in armi pericolose nelle sue mani in caso di separazioni e litigi;
  • 8. Occhio ai conti correnti online: affidarne la password a qualcuno non significa lasciargli il diritto di accedere al denaro che vi è contenuto. Un deposito online è l’estensione virtuale di un conto reale. Gli eredi possono reclamarne normalmente la successione;
  • 9. Attenzione anche ai dati di cui dispone il defunto, ma che appartengono a terzi, come datori di lavoro o committenti: come il parere di un avvocato appartiene al suo cliente, ad esempio. Di regola vanno loro restituiti;
  • 10. In caso di dubbio, affidarsi al proprio notaio di fiducia.



Fonte: kataweb - http://canali.kataweb.it/kataweb-consumi/2012/08/17/password-email-e-social-network-cosi-si-prepara-leredita-digitale/?h=0