mercoledì 9 settembre 2015

Che bello è arrivato Windows 10





Un mese e 10 giorni, c'è chi ce la già c'è chi lo sta ancora aspettando, però chi ce l'ha è abbastanza contento. Ma tanti (credo) hanno avuto problemi durante l'installazione. Problemi di vario genere, io su tre installazioni dirette una sola è passata senza problemi, le altre due, eseguite all'inizio di agosto 2015, entrambe si sono bloccate al primo avvio a desktop, impossibile accedere in alcun modo alla barra alla base del desktop. Per fortuna ho risolto in entrambi i casi con l'esecuzione di un programma installato precedentemente, un semplice Ccleaner (o anche un programma simile, presumo vada comunque bene), risolvere i problemi relativi ai registri di sistema e ora va tutto bene. Poi credevo bastasse fare l'aggiornamento proposto, che dicevano avrebbe risolto un problema dell'explorer, probabilmente il problema è stato risolto.
Anche se in altre installazioni seguite più o meno a distanza, ci sono stati alti problemi, tipo: schermo nero durante l'installazione, durato ore, ore, ore, troppo per chiamarlo normale, anche se poi il problema è rientrato da solo. Tipo: impossibile usare il computer perché lo schermo lampeggia (schermo nero, schermo normale, schermo nero, schermo normale) quest'ultimo tipo credo dipenda da problemi dei driver non compatibili con Windows 10., problema non ancora risolto.
Altro tipo di cui però non ho dati a sufficienza si è risolto con il downgrade a Windows 7, la precedente installazione.

Ecco, per l'installazione consiglio: prima di tutto una pulizia software del computer, con il semplice pulitore di windows, meglio pulire bene dai file di installazione, meglio usare anche subito una riparazione dei file di registro del sistema (io uso Ccleaner, non è pubblicità, ma lo uso spesso con risultati soddisfacenti). Verificare che i componenti hardware del computer siano compatibili con Windows 10, purtroppo bisogna fidarsi dell'analisi fatta da Microsoft, se nell'analisi non dà una buona sicurezza, meglio non installare il nuovo sistema.
Alla fine dell'installazione meglio fare una nuova pulizia del sistema (quest'operazione pregiudica però la possibilità di ritornare al sistema precedente senza dover formattare il disco), meglio dare anche una sistemata ai registi di Windows.

Sconsiglio per ora di installare Windows 10 su macchine virtuali, via Mac OS X o altri sistemi, passando da Windows 7. Può essere che gli aggiornamenti da Windows 8.1, da computer molto recenti non abbiano problemi, non ne ho sentiti, ancora, con questi ultimi.

Ma se qualcuno ha da aggiornarmi sui problemi di Windows 10, aggiunte o altro, questo post può aiutare credo un po'. Grazie.


martedì 7 gennaio 2014

Buon Anno

A tutti un Buon Anno

Pochi giorni sono passati dall'inizio di questo 2014, un anno che spero porti serenità e certezze nel mondo del lavoro. Ma anche novità nel campo informatico.

Le intenzioni per il 2014 dovrebbero essere dare più forza al mondo libero, ad un'informatica più a misura d'uomo, ma non quella pensata da gruppi informatici che credono che l'informatica sia vedere i film o le foto sui loro programmi altamente vincolati alla loro casa. Che invece sia che i formati siano standardizzati e che i file siano visionabili, utilizzabili su ogni programma (per il tipo di file ovvio) in modo libero senza bisogno di iscrizioni ad hoc.

Che il mondo dell'informatica libera dia finalmente il colpo di grazia all'informatica proprietaria, ecco sarebbe una gran bella cosa.

Ciao
Sergio

mercoledì 23 ottobre 2013

Guida per Kubuntu 13.10

Una guida interessante che ho trovato su Kubuntu 13.10 che offre utili spunti per un utilizzo migliore della distro', rimando direttamente al link.
Ciao


Kubuntu 13.10

L'ultima arrivata, l'aggiornamento della distro' subito da fare, proposto dal gestore degli aggiornamenti appena una settimana fa. Eppure malgrado buona iniziativa secondo me pecca di troppa velocità nel voler proporre una nuova versione.
Problemi audio con Skype installato con la versione precedente, ma si sa Skype ora è di Microsoft, e questo osteggia da sempre il software libero (anche se in Windows ci sono grosse parti di free software).
Ma forse per ora il problema più grosso riscontrato è proprio dato dalla versione del gestore degli aggiornamenti, il Muon, che non effettua nessuna installazione.

Il problema di Skype si è risolto (almeno spero) reinstallando lo stesso, dopo un aggiornamento forzato del sistema aggiungendo nuovi repositori.

Il problema del Muon per ora è in attesa di sviluppi.

Altri problemi che credevo ormai risolti stanno nei driver della webcam, che viene rilevata ma skype non la capisce, eppure dovrebbero parlare la stessa lingua.

Spero presto ci siano nuovi positivi sviluppi.

domenica 4 novembre 2012

"Microsoft al lavoro su uno smartphone" Alla ricerca della pura esperienza Windows


(fonte Repubblica online)


L'hardware sarebbe già progettato, e l'azienda attualmente alla ricerca di accordi per la componentistica in Asia. Redmond segue le orme di Google e del suo Nexus. Ma il dispositivo potrebbe non vedere mai la luce. Ecco perché


MICROSOFT sembra seguire le orme di Google, più che quelle di Apple. Sono in molti ad aver visto nella realizzazione del tablet Surface il primo passo verso un modello Cupertino, ma in realtà i piani di Redmond sembrano più vicini a quelli di Big G.
Anche dal Wall Street Journal rimbalzano echi di indiscrezioni 1 che vedrebbero Microsoft al lavoro sullo sviluppo di uno smartphone, che potrebbe anche non vedere mai la luce. E che però rappresenta un fronte di sviluppo di importanza notevole: a Redmond prendono Surface molto seriamente, e come chiave di accesso alla pura "esperienza Windows", dal produttore al consumatore. Proprio come fa Google con la linea Nexus, che non impedisce a Mountain View di licenziare Android a un grande numero di produttori di hardware. Ma la pura "Android experience" arriva solo dai prodotti marchiati Nexus, ed è esattamente il modello che sembra interessare a Microsoft.



Come possa essere lo smartphone di Steve Ballmernessuno lo sa con precisione. Di certo, Windows Phone 8 è un Os pronto ad ospitare applicazioni di ogni tipo e quindi è difficile pensare a qualcosa meno di un quad core, soprattutto con i potenti modelli di Samsung e Apple già in circolazione. Per ora Redmond è alla fase di ricerca dei componenti in Asia, secondo quanto scrive il WSJ, ma esisterebbe già un progetto definito. Per un prodotto che potrebbe benissimo vedere la luce nel 2013, come anche mai arrivare nei negozi.

In questo scenario va anche incluso il ruolo di Nokia, al momento il principale produttore di Windows Phone al mondo, che ha appena lanciato i nuovi dispositivi della serie Lumia. Ottime macchine, ma che potrebbero eventualmente risentire della concorrenza di modelli targati Microsoft. Della cosa però il numero uno di Nokia Stephen Elop non sembra preoccuparsi, sostenendo che l'arrivo eventuale di Microsoft nel mercato degli smartphone Windows Phone darebbe un'ulteriore impulso alla piattaforma.

Steve Ballmer per ora non conferma ma neanche smentisce. E i piani di Microsoft potrebbero rivelarsi concretamente a breve, anche perché su Windows Phone 8 e la mutazione aziendale che l'arrivo del nuovo Os comporta, Redmond punta parecchio. Ma il modello Surface potrebbe davvero essere replicato in piccolo. Se così dovesse essere, a beneficiarne sarà sicuramente l'utente finale.
(04 novembre 2012)


mercoledì 10 ottobre 2012

Skype, attenzione al nuovo virus "Dorkbot" chiede soldi per i vostri file


Già in azione su Facebook, il worm arriva sul popolare software di videocomunicazione, pronto a compromettere il sistema su cui viene lanciato, aprendo porte agli hacker. E al rischio di sequestro dei propri documenti, con richiesta di riscatto


SI CHIAMA DORKBOT e gli utenti di Facebook lo conoscono già bene: è quel malware che faceva comparire una finta finestrella di chat, con dei link fraudolenti, che avrebbero poi portato all'installazione di spyware sul proprio computer. Che sarebbe poi finito in una botnet subito dopo, pronto per essere usato da terzi per scopi illeciti.

Una minaccia sanata, che sembrava appartenere al passato. E invece, dopo l'estromissione da Fb, Dorknet risorge su Skype. Con le stesse modalità: messaggi scritti truffaldini in inglese o tedesco, del tipo "lol is this your new profile pic?". Cliccando sul link si scarica un file compresso con dentro degli eseguibili, riconosciuti dall'azienda di sicurezza Sophos come i "trojan" Troj/Agent-YCW o Troj/Agent-YDC. Virus pronti ad aprire una porta nel computer di chi li lancia, e di conseguenza la strada ai malintenzionati.

Riscatto.
 C'è di peggio: oltre a garantire accesso esterno al computer, Dorkbot allaccia la macchina a una rete pirata, una botnet appunto, e procede ad escludere l'utente dall'accesso ai suoi file. Questi diventano inaccessibili, e poi arriva un messaggio criminale: saranno cancellati se entro 48 ore l'utente non versa 200 dollari ai cybercriminali. Un vero e proprio furto con riscatto.
Secondo Sophos, gli utenti di Skype tendono a fidarsi di più del loro network chiuso di contatti, rispetto a quanto avviene su Facebook. In questo caso però il worm Dorkbot ha fatto il salto di qualità, e anche sul popolare software di Voip, è quanto mai opportuno prevenire prima di curare. Come proteggersi? E' sufficiente non cliccare su link contenuti in messaggi di provenienza sospetta, o da contatti non presenti nel proprio elenco. E addio Dorkbot.
(09 ottobre 2012)
(fonte: repubblica online)

venerdì 5 ottobre 2012

Glossario dei Maleware


Bombe elettroniche e cavalli di troia
il dizionario delle battaglie informatiche



Gli attacchi che si possono sferrare nelle lotte digitali sono molti. Un elenco dei termini principali per non perdersi nelle guerre cibernetiche


Non ci sono solo i virus. Gli attacchi che sfruttano le vulnerabilità della rete sono molti, spesso anonimi: basta utilizzare delle tecniche di ip bouncing per mascherare il proprio segnale. Si attacca partendo da un computer fisicamente presente in Italia, ma il proprio Ip 'rimbalza' su sistemi terzi che non effettuano la registrazione degli accessi e così è facile nascondersi e far risultare il proprio segnale come russo o asiatico.

Ecco alcuni termini necessari per orientarsi nella guerra cibernetica

Denial of service (o DoS) È un  metodo  di  attacco,  proveniente  da  una  singola  "sorgente",  che  ha come obiettivo quello di portare il funzionamento di un sistema informatico che  fornisce  un  servizio  (ad  esempio  un  sito  web)  al  limite  delle prestazioni, lavorando su uno dei parametri d'ingresso, fino a renderlo non più in grado di erogare il servizio (da qui il nome che vuol dire, appunto "negazione di servizio"). Gli attacchi vengono abitualmente attuati inviando molti pacchetti di richieste  -  di solito ad un server Web, Ftp, o di posta  elettronica - saturandone le risorse e rendendo tale  sistema "instabile". Sfruttando i servizi disponibili sulla macchina bersaglio, qualsiasi sistema collegato ad una rete e che fornisca servizi è soggetto al rischio di attacchi di tipo Denial of Service. C'è anche il Distributed Denial of Service, la sua variante più comune. Ne amplifica gli effetti perché sfrutta un'intera rete di sistemi informatici e non una singola sorgente

Exploit
Sono strumenti (tools), più o meno sofisticati e spesso liberamente disponibili al pubblico, sfruttati dai criminali informatici per scovare e/o sfruttare le vulnerabilità dei sistemi telematici e per guadagnarne indebitamente l'accesso.

Logic bombs
È una forma di sabotaggio elettronico, che consiste nell'inserire una porzione di codice malevolo all'interno di un qualsiasi programma apparentemente innocuo. Il programmatore fa si che il software esegua un'azione distruttiva (modificare, cancellare file, bloccare il sistema o svolgere qualsiasi altra operazione  dannosa) allorché un evento, già previsto, si verifica all'interno del sistema.

Malware
Termine generico che indica qualsiasi tipo di programma di attacco

Phishing
È basato sull'invio di un falso messaggio di posta elettronica che richiede di collegarsi a un server trappola per il controllo e l'aggiornamento dei dati

Sniffer
Contrazione di "packet sniffer", sono programmi volti all'intercettazione passiva e all'analisi dei dati che transitano su una rete telematica, al fine di acquisire fraudolentemente password o altre informazioni sensibili degli (ignari) utenti di quel medesimo segmento di rete (spesso una rete interna).

Trojan horse
Un trojan o trojan horse, in italiano "Cavallo di Troia", è un tipo di malware. Deve il suo nome al fatto che, come con il mitico stratagemma inventato da  Ulisse, le  sue funzionalità sono nascoste all'interno di un programma apparentemente utile. È dunque l'utente stesso che, installando ed eseguendo un certo  programma, inconsapevolmente installa ed esegue anche il codice malevole in esso nascosto.

Virus
È un  programma che è in grado, una volta eseguito, di infettare alcune tipologie di file in modo da riprodursi e fare più copie possibili di se stesso, generalmente senza farsi rilevare dall'utente. Nell'uso comune, il termine virus viene  frequentemente  ed  impropriamente usato come sinonimo di malware, indicando quindi di volta in volta anche categorie di programmi malevoli diversi, come ad esempio worm o trojan

Worm
È un  software indipendente che si riproduce e propaga da un sistema infetto all'altro attraverso una  rete (come, ad  esempio, Internet).  A differenza dei virus informatici, un worm non richiede l'intervento dell'utente per propagarsi, essendo capace di sfruttare una o più vulnerabilità dei programmi o servizi presenti sul sistema bersaglio.

Zero-day exploit
È un tipo di attacco informatico che  inizia nel  "giorno  zero", ovvero nel momento in cui è scoperta una falla di sicurezza in un sistema. Questo tipo di attacco può mietere molte vittime, proprio perché è lanciato quando ancora non è stato distribuito alcun aggiornamento di sicurezza (patch) e quindi i sistemi  sono completamente scoperti contro questo genere di minaccia telematica. Ovviamente queste tecniche di attacco trovano il maggior punto di forza nella possibilità di essere anche combinate tra loro.  È il caso del celebre worm Stuxnet, entrato nella storia come la prima cyber-weapon di importanza geopolitica capace di compromettere e  infettare i sistemi informatici industriali prodotti dalla Siemens e utilizzati  dall'Iran nelle  centrali di arricchimento dell'uranio che hanno visto ridurre da remoto l'attività delle turbine.
04 ottobre 2012 (fonte: repubblica.it)