lunedì 22 febbraio 2010
novita Microsoft
Libertà di browser su Windows
dal 1° marzo si potrà scegliere
Pubblicate le prime immagini del ballot screen, la "finestra" che - per volontà dell'Ue - dovrà garantire la possibilità agli utenti europei di decidere quale navigatore usare sul sistema operativo Microsoft. Ecco come funzionerà
Libertà di browser su Windows dal 1° marzo si potrà scegliere
SI CHIAMA Ballot Screen e per arrivarci si è dovuti passate da un lunghissimo braccio di ferro tra Microsoft e Unione europea. Dopo mesi di aggiustamenti si è praticamente arrivati alla versione definitiva: la finestra di Windows XP, Windows Vista e Windows 7 che consentirà agli utenti del Vecchio continente di scegliere liberamente il browser da installare sul computer tra quelli disponibili sul mercato. L'ha richiesta Bruxelles nel tentativo di riequilibrare il monopolio nel mercato del browser di casa Microsoft, Windows Explorer, che arriva preinstallato su tutti i sistemi operativi del colosso informatico di Redmond. I test cominceranno questa settimana in Inghilterra, Belgio e Francia. Poi, dal primo marzo, l'aggiornamento dei sistemi avverrà anche per i milioni di utenti di tutta l'Europa.
Come funzionerà. Sul sito della Microsoft sono state pubblicate due immagini: la finestra che comparirà non sarà dissimile da quella. Prima un saluto all'utente, con l'avviso che sul mercato esistono anche altri browser e poi che se si vuole continuare e operare la scelta ("una scelta importante", si sottolinea") si deve naturalmente disporre di una connessione a internet. Se si va avanti compaiono le icone dei principali browser esistenti sul mercato - oltre a Internet Explorer, Firefox di Mozilla, Chrome di Google, Opera, Safari di Apple e altri ancora - con i link all'approfondimento e, di seguito, al download del prodotto. Il tutto in rigoroso ordine casuale. Ovviamente questa opzione nei computer già operativi scatta dopo un aggiornamento del sistema operativo che sarà proposto da Microsoft. Su quelli nuovi non ci sarà bisogno di questo update. Il ballot screen prevede anche la possibilità di disabilitare il browser proprietario di Redmond.
Il mercato. Riuscirà questo sistema a riequilibrare i rapporti di forza tra i browser? Qualcosa certamente finirà erodere a Microsoft Explorer che resta - secondo i dati MarketShare - il più usato dai navigatori del pianeta con il 62.12% del mercato. Alle sue spalle, e sempre in crescita, il browser open source di Mozilla, Firefox, che è usato dal 24.43% degli utenti. Molto più distaccati il giovane Chrome lanciato da Google (5.22%), Safari di Apple (4.53%) e il norvegese Opera (2.38%).
domenica 27 dicembre 2009
HRD, drive ibrido hard disk-SSD
Gli hard disk sono costituiti da uno o più piatti di alluminio o vetro rivestiti da materiale ferromagnetico. Ad ogni piatto sono associate due testine di lettura/scrittura.
Gli SSD invece sono costituiti da chip di memoria NAND flash raggruppati in celle. L’accesso ad una cella di memoria avviene specificando una riga e una colonna.
Gli HRD (Hard Rectangular Drive) rappresentano il punto di unione tra hard disk e SSD. Come gli hard disk, gli HRD sono formati da piatti magnetici e testine, ma ogni testina viene controllata attraverso un segnale di riga e di colonna, come avviene negli SSD.
I ricercatori inglesi di DataSlide hanno inserito un layer di materiale magnetico e due layer di testine di lettura/scrittura all’interno di un case rettangolare da 3,5 pollici, in cui è presente anche un lubrificante.
A differenza degli hard disk tradizionali, nell’HRD si muove solo il layer magnetico, ma non con moto rotatorio. Il movimento infatti avviene in direzione orizzontale mediante l’utilizzo di un attuatore piezoelettrico.

Gli strati di lettura/scrittura sono costituiti da una griglia di milioni di testine realizzate con lo stesso processo litografico adoperato per i chip in silicio. Ogni testina viene controllata inviando un segnale lungo l’appropriata riga e colonna della griglia.
Le testine quindi restano ferme, mentre il layer magnetico oscilla orizzontalmente creando i settori in cui verrà letta o scritta l’informazione. Anche se è possibile effettuare un numero di letture/scritture in parallelo pari al numero delle testine, nell’attuale versione del drive solo 64 testine possono leggere e scrivere contemporaneamente.
Questa tecnologia permetterà di ottenere 160.000 operazioni di input/output al secondo (in lettura e scrittura casuale) e un transfer rate di 500 MB/sec, con un consumo totale di soli 4 W, ovvero un terzo del consumo di un hard disk da 15000 rpm e circa il doppio del consumo di un SSD.
Non è ancora possibile indicare una data di commercializzazione, ma DataSlide ha intenzione di concedere la tecnologia in licenza ai produttori per permetterne il lancio sul mercato.
mercoledì 16 dicembre 2009
Accedere ad una rete Wi-Fi altrui
- la materia è relativamente giovane per il nostro ordinamento giuridico, troppo spesso le sentenze hanno dato luogo a pareri contrastanti.
- l'accesso potrebbe essere considerato un fatto accessorio ed innescare delle responsabilità giuridiche a cascata (es: intercettazione abusiva di comunicazioni, frode informatica, danneggiamento di sistemi informatici, etc.)
Seagate si arrende: arrivano i primi dischi flash
Seagate, da sempre scettica sul mercato dei dischi basati su SDD, si arrende e lancia il primo disco basato su memorie allo stato solido. Il mercato di riferimento è quello dei server e delle imprese. Per ora.
Anche Seagate si arrende al mercato dei dischi Flash. Dopo avere combattuto fieramente il trend del mercato che punta verso il settore dei supporti di memorizzazione allo stato solido, la società americana ha annunciato oggi il lancio del suo primo disco SSD.
Seagate Pulsar si rivolge all'ambito delle imprese, in particolare al settore dei server blade e a tutte le applicazioni server. Per questo il Pulsar usa una tecnologia SLC (single level cell) con capacità fino a 200 GB e fattore di forma da 2,5 pollici. L'interfaccia SATA, accanto alla tecnologia flash, porta ad un performance di picco a 30000 IOPS in lettura e a 25000 IOPS in scrittura con 240MB/s in lettura sequenziale e 200 MB/S in scrittura; la mancanza di parti in movimento consente un AFR (anualized failure rate) dello 0,44%, il che permette di estendere la garanzia a 5 anni.
Il lancio del Pulsar viene accompagnato da dichiarazioni Seagate inusualmente positive nei confronti della tecnologia SDD. La società che in passato aveva definito in maniera molto scettica le prospettive di crescita del settore, ora si dice, per iniziativa di Dave Mosley, Seagate executive vice president, Sales, Marketing, and Product Line Management, "ottimistica sulle opportunità offerte dal mercato SDD nelle imprese. Il nostro obbiettivo - continua Mosley - è quello di fornire ai clienti il dispositivo di archiviazione di cui hanno bisogno, indipendentemente dalle tecnologie usate". Seagate cita esplicitamente nel suo comunicato una ricerca di Gartner secondo cui le unità SDD nel settore delle imprese raddoppieranno nel corso del 2010 raggiungendo un fatturato di 1 miliardo di dollari.
Anche se per ora il target è dichiaratamente ristretto al mercato dei server e delle macchine ad alte prestazioni che caratterizzano le imprese, ci sono pochi dubbi sul fatto che quando i prezzi e l'avanzamento della tecnologia renderanno gli SDD competitivi con i dischi basati su piatto magnetico, anche Seagate sarà della partita.
RAM scraping, ovvero come rubare dati bancari dalla RAM di un computer
Il rapporto di quest'anno, tuttavia, oltre a offrire una panoramica sulle 15 principali minacce alla sicurezza nei pagamenti online e offline, rileverebbe per la segnalazione di un nuovo trend informatico finalizzato all'acquisizione illecita di dati di carte di credito e carte Bancomat.
RAM scraping, questo il nome della novità, starebbe destando non poche perplessità e preoccupazione tra chi si occupa di pagamenti e moneta elettronica, proprio per la modalità di cattura dei dati personali di un utente.
Secondo Verizon Business, infatti, quando il titolare di un bancomat o di una carta di credito utilizza lo strumento di pagamento per fare acquisti (ad es. in un esercizio commerciale), tutti i dati memorizzati nella carta (numero, nome, cognome, PIN ecc.) verrebbero nella maggior parte dei casi raccolti e decodificati dal POS e trasmessi in chiaro a un apposito server che li gestisce in remoto.
A ricezione avvenuta i dati resterebbero ancora in chiaro nella memoria del computer di destinazione, per poi essere nuovamenre ricodificati e passare sull'hard disk del server.
Proprio la breve permanenza in memoria sarebbe il tallone d'Achille sfruttato da un RAM scraper (il malintenzionato che si avvale di questa tecnica) che, tramite un apposito applicativo, scansionerebbe rapidamente la RAM del computer di destinazione in cerca dei dati della carta.
Non è certamente il primo caso di acquisizione illecita di dati dalla memoria di un computer e molti applicativi malevoli presenti in rete si avvalgono di questa tecnica, ma il RAM scraping seppure comporti necessariamente che il server collegato ai POS o al terminale che raccoglie i dati creditizi venga prima infettato dal malintenzionato, rende nei fatti totalmente impotenti i titolari delle carte in questione.
Sebbene Verizon Business abbia illustrato come riconoscere su di un computer la presenza di un malware finalizzato al RAM scraping, non è mancato chi ha mosso alcune critiche alla scoperta. In primis perchè, come anticipato, esistono già applicativi malevoli che fanno ciò e la vera novità è legata al tipo di dati acquisiti dalla RAM di un computer, in secundis perchè Verizon Business avrebbe dichiarato la difficoltà per un comune antivirus di fronteggiare il fenomeno. Affermazione preoccupante ma non chiaramente motivata dall'azienda.
martedì 10 novembre 2009
Gmail e NetBook
Avete pensato a caricare su Gmail le vostre foto, o la vostra musica... Poter vedere le proprie foto su qualsiasi computer si voglia è interessante, gestire i propri documenti tramite Gmail, diventa molto utile non abbiamo piu' bisogno di un computer mega immenso con spazi di memoria inverosimili, basta lo spazio che troviamo su Gmail, non è infinito OK, ma con poco si arriva ad avere il proprio disco rigido di qualche decina di GB virtuale, ma utilizzabile.
Ecco cosa comporta usare un sistema online, non dover perdere i propri dati averli tutti sicuri sul web (sempre che il servizio resti disponibile) basta una copia di backup su card o penna USB, ma i dati li teniam al sicuro anche online... Ecco che si scopre come usare i NETBOOK, quei piccoli aggeggi che assomigliano a dei Notebook piccolini, senza lettore DVD, con un piccolo disco fisso da pochi GB, ma il lettore di card e la porta USB per la stampante e la penna USB.
Cosa serve di piu', un portatile compatto con un sacco di autonomia, la disponibilità di spazio web, e una memoria benchè limitata, piu' che sufficiente per gestire i propri backup.
Questo è il futuro dei computer, dove tutto sarà online, ma già ci siamo, il futuro è qui
sabato 7 novembre 2009
Skype per Linux
Anche Skype sta pensando ai suoi clienti (leggi l'articolo), così vedremo l'accattivante grafica skype su windows anche su Linux
